E’ stato un giorno importante quello del 26 Novembre 2018 per Paolino Nigro Barman.

Infatti le ricette inviate da me e Anselmo per la selezione della Campari Barman Competition, sono state selezionate per essere riprodotte nella fase di selezione della competizione, nella tappa di Bari.
La competizione aveva come tema, un grande classico della miscelazione: Il NEGRONI, che quest’anno compie 100 anni.
Nell’apprendere la notizia siamo rimasti increduli e stupefatti, poiché sapevamo della difficoltà nel superare la prima fase.
Ma ciò non ci ha fermato e ci siamo preparati al meglio per poter affrontare una competizione davvero importante.
Salire su quel palco ed avere di fronte grandi giudici è emozionante a tal punto da farti tremare addirittura le gambe e la voce.
Inutile dire che poi bisogna prendere coraggio e iniziare a raccontare la propria storia, cercare di emozionare, in soli 8 minuti, i giudici.
Vi posso assicurare che ci siamo riusciti. Abbiamo incuriosito molti di loro, tanto da spingerli a complimentarsi per le nostre ricette a fine gara.

Nella mia ricetta tutto quello che poteva riportare alla mente ad un drink Tiki, esotico.
Un drink che ti facesse vivere un’esperienza unica, che andasse a stravolgere tutta l’essenza di un grande classico come il Negroni.
Quando sento le parole Drink, Cocktail, mi immagino sempre in riva al mare in un’isola tropicale a sorseggiare il mio fantastico Mojito, o la mia fresca Pina Colada, disteso su un lettino.
Mentre cercavo l’ispirazione di questa ricetta ho pensato: perché non un Negroni in riva al mare?
Il suo tenore alcolico mi ha subito dato una risposta e da qui nasce Last Paradise. Letteralmente tradotto come ‘Ultimo Paradiso’, ma come mai questo nome?
Bé provate ad andare in una di quelle isolette in Polinesia e poi ditemi se non è l’ultimo paradiso da vivi che potrete visitare.

Più sobria e classica la reinterpretazione di Anselmo per il suo CENTENARIUS. Nel drink ha voluto mescolare la sua tenera infanzia in un drink dal sapore antico, ma dal gusto davvero travolgente e rotondo.
Il nome del suo drink è un omaggio alla tenera età del cocktail, che si può quasi definire il nonno di molti altri grandi classici, nati o scoperti molti anni dopo.

Ritorniamo da questa esperienza ancora più motivati e vogliosi di crescere.
Abbiamo portato il nostro paese su di un palcoscenico davvero importante, e per noi è motivo di orgoglio.
Fare una competizione è davvero una delle tappe più divertenti di una carriera. Conosci molta gente nuova, magari più preparata da cui, puoi inevitabilmente solo imparare qualcosa, consiglio a chiunque di farlo. La competizione ti stimola a migliorarti e di tanto in tanto fa sempre bene.
Non abbiamo vinto nulla di materiale, ma dal punto di vista emotivo siamo ritornati a casa davvero ricchi.
Se volete scoprire le ricette dei nostri ‘Negroni’ vi invito ad andare nella sezione ‘Drink List’, facili e semplici da riprodurre, a casa come al bar.
